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Falsi eventi OpenAI, SpaceX e Anthropic per rubare account Microsoft e Google

Una campagna di phishing usa finti inviti a eventi di OpenAI, SpaceX e Anthropic. Le pagine collegano due servizi PhaaS, Kali365 e VoidProxy, per rubare token e cookie di sessione di account Microsoft e Google aziendali.

Photo by Kasia Derenda / Unsplash

Push Security ha individuato false pagine di registrazione a eventi OpenAI, SpaceX e Anthropic. Le pagine usano Kali365 per colpire gli account Microsoft e VoidProxy per quelli Google. Push ha rilevato e bloccato le visite a queste pagine, sui browser dei propri clienti, a fine ottobre 2026.

Le esche promettono premi in cambio dell'accesso con l'account di lavoro. Offrono accesso gratuito a servizi AI premium e altri vantaggi. BleepingComputer cita, ad esempio, pagine costruite per assomigliare a siti di eventi legittimi: una promette tre mesi di ChatGPT Pro, un'altra un evento privato SpaceX del 12 novembre con tre mesi di Grok Heavy oppure una "SpaceX share". Una terza pagina, su un presunto evento Anthropic ad AWS re:Invent 2026, risultava già rimossa.

Il flusso è il seguente:

  • Prima della pagina di registrazione compare un controllo Cloudflare. Secondo BleepingComputer serve a impedire la scansione automatica da parte delle piattaforme di sicurezza.
  • La pagina propone due pulsanti, "Continue with Microsoft" e "Continue with Google".
  • Percorso Microsoft: la pagina contatta Kali365 per generare un codice di autenticazione del dispositivo. La vittima inserisce il codice sulla pagina di login legittima di Microsoft. Poi viene reindirizzata a una finta pagina di accesso gestita da VoidProxy, che cattura altre credenziali e i cookie di sessione.
  • Percorso Google: si apre un pop-up con una pagina di login Google servita da VoidProxy. Il reverse proxy inoltra la vera pagina di accesso e intercetta password, risposta MFA e cookie di sessione.

La campagna non punta solo alle password. Kali365 esegue device code phishing contro Microsoft, mentre VoidProxy agisce da reverse proxy adversary-in-the-middle (AiTM) che intercetta gli accessi Google e ruba i cookie di sessione. Con un cookie di sessione valido o un token OAuth, l'MFA tradizionale smette di proteggere l'account. Push sostiene che l'attacco sia progettato per aggirare i controlli su cui molte organizzazioni fanno affidamento.

C'è anche un fattore umano. Push osserva che i dipendenti vogliono accedere ai nuovi strumenti di AI, e questo li rende esche efficaci. Il bersaglio sono account aziendali, che spesso danno accesso a molte applicazioni in single sign-on.

Non è un episodio isolato. ANY.RUN aveva segnalato il 15 luglio che pagine reali di events.zoom.us ospitavano esche da "partner summit" per Meta, OpenAI e Anthropic. I flussi si dividevano tra device code phishing e phishing AiTM.

Cofense ha invece descritto una campagna con finti inviti a un'anteprima privata di Anthropic. Le email sfruttano GoTo Webinar, i cui inviti di solito non vengono bloccati dagli strumenti di sicurezza. Secondo Push, le email di ottobre riportavano il mittente "Austin from nthropic", con la "A" mancante.

Per i team di sicurezza e gli amministratori Microsoft Entra:

  • Microsoft indica di bloccare il device code flow ovunque sia possibile. Nella documentazione di Entra, il consiglio è avvicinarsi il più possibile a un blocco totale e fare prima un audit dell'uso esistente.
  • La guida Microsoft suggerisce di consentire il flusso solo in casi d'uso documentati e protetti, come strumenti legacy non aggiornabili.
  • Prima dell'applicazione, conviene usare una policy Conditional Access in modalità report-only o filtrare i log di accesso per gli eventi device code. Dispositivi come quelli Teams possono richiedere eccezioni mirate.
  • Conviene adottare un'MFA resistente al phishing. BleepingComputer cita chiavi FIDO2 per contrastare il furto di sessione.
  • Il blocco del device code flow non copre il percorso Google basato su AiTM. Serve quindi un controllo anche lato Google Workspace, e per questo le fonti non indicano misure specifiche. Vale la pena rivedere i criteri sulle sessioni e le chiavi di sicurezza.

Per gli utenti:

  • Non inserire codici di autenticazione del dispositivo forniti da siti sconosciuti.
  • Diffidare di inviti a eventi che richiedono l'accesso con l'account aziendale per ottenere premi.
  • Verificare l'evento digitando direttamente l'indirizzo ufficiale dell'azienda, senza passare dal link ricevuto.

In caso di sospetto, conviene revocare le sessioni e i token attivi dell'utente, oltre a reimpostare la password. Un cookie o un token rubato può restare valido anche dopo il cambio password, come prevedibile dal funzionamento di questi attacchi.

Fonti

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